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Il prof. Lorito al lavoro per la squadra di governo. Chi sarà il ProRettore Vicario? Terrà conto dell'opposizione?

 News pubblicata il 29/09/2020
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Dopo il “serrate finale” nella lunga ed a tratti estenuante competizione elettorale all’Università Federico II, l’impegno prioritario per il neo Rettore Matteo Lorito ed i suoi più stretti sostenitori (tra questi: Leopoldo Angrisani, Giuseppe Castaldo, Stefano Consiglio, Edoardo Cosenza, Santolo Meo, Giovanni Miano, Lucio Pastore, Antonio Pescapé, Piero Salatino, Maria Camilla Spena e Angela Zampella) è la composizione della squadra che governerà l’Ateneo per i prossimi sei anni. Sarà un complicato esercizio di equilibrio, necessario per dare il giusto peso ai Dipartimenti ed ai gruppi che hanno sostenuto la candidatura Lorito sin dalla prima ora, ma anche a chi nel rush finale si è ricreduto permettendo la vittoria. Indubbiamente ci si aspettano figure di alto profilo, un team che dovrà replicare, se non migliorare, i grandi risultati ottenuti dalla gestione Manfredi.
Il grosso punto interrogativo per molti, dopo un fine settimana di riposo, è: il Rettore Lorito terrà in considerazione la consistente forza elettorale espressa dal prof. Luigi Califano? Su circa 2.600 elettori, la quasi totalità degli aventi diritto, la differenza tra i due contendenti è stata di 120 voti, il vincitore ne ha ottenuto il 52%.
Le parole a caldo del neo Rettore, subito dopo la proclamazione, sembrano non lasciare dubbi: “La competizione elettorale è un esercizio democratico importante, lungo e pesante, ma adesso riusciremo a metabolizzarlo e a lavorare tutti insieme. Lavoreremo per rimettere insieme l'Ateneo e fare un balzo in avanti, buttiamo alle spalle la campagna elettorale, buttiamo alle spalle i dibattiti, è arrivato il momento di tornare ad essere tutti federiciani. Siamo pronti per costruire un’ampia squadra con la quale governeremo”. Insomma, la parte che in politica viene rappresentata come 'opposizione', all'Università, subito dopo l'elezione, tende velocemente a ridimensionarsi favorendo la formazione di un'unica solida guida da tutti riconosciuta.
L’unica nomina possibile, per il momento, è quella del ProRettore Vicario, in attesa della modifica dello Statuto, da tempo auspicata, che consenta di nominare altri ‘vice’, probabilmente tre. Tra i nomi ricorrenti per la carica del numero due dell’Ateneo: i più citati sembrano provenire dalla Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, come pure il prof. Andrea Mazzucchi, attuale Presidente della Scuola di Scienze Umane e Sociali, l’uomo giusto perché gradito anche dai sostenitori di Califano. Non è escluso, però, un colpo di scena. Una quota rosa sarebbe la vera novità e potrebbe provenire dall’area medica (non la prof.ssa Maria Triassi, già in corsa per la Presidenza della Scuola di Medicina), da quella giuridica o economica.
Sono da scegliere anche i componenti del Consiglio di Amministrazione, anche in questo caso si dovrà tener dentro gran parte delle anime dell’Ateneo. Ci sono poi le Deleghe, erano 30 con la governance uscente, alcune talmente importanti al punto da condizionare l’indirizzo di Ateneo. Da indicare anche i vertici delle strutture periferiche e dei Centri di Ateneo che, di prassi, dovrebbero rassegnate il mandato in attesa di decisioni del Rettore. L’unica certezza sembra essere la conferma del Direttore Generale, dott. Francesco Bello.
Insomma, c’è da ridefinire tutta la cabina di regia dell’Università Federico II. I tempi di questa rivoluzione potrebbero non essere necessariamente così stretti. Il Ministro Manfredi potrebbe scegliere di nominare il nuovo Rettore tra qualche settimana per consentire al prof. Arturo De Vivo di andare in pensione da Rettore a fine ottobre, ma anche per dilazionare i tempi delle scelte a Lorito che intanto è già a lavoro.
 



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