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Emilio Di Marzio neo Presidente all'Adisurc

 News pubblicata il 11/02/2021
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Un nuovo Presidente all’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Campania (Adisurc). Lo ha indicato il Governatore Vincenzo De Luca. È Emilio Di Marzio, classe 1977, avvocato e dottore di ricerca in diritto internazionale (“prime scuole a Pianura, liceo classico col massimo dei voti al Vittorio Emanuele II, iscritto dopo mille dubbi a Giurisprudenza, tentato a lungo da Storia, Psicologia o Conservazione dei Beni Culturali. Laureato con lode in Legge, dopo un anno ammesso al dottorato di ricerca, primo classificato in Diritto Internazionale, poi dottore di ricerca e ancora assegnista presso l’Università Federico II. Nel frattempo, mi abilitavo Avvocato alla prima prova e scrivevo articoli di cronaca su alcune piccole testate locali, divenendo dopo due anni giornalista pubblicista”, racconta di sé), oltre vent’anni di esperienze istituzionali nel settore pubblico e consulenziali nel settore privato con incarichi apicali. Ex consigliere comunale Pd a Napoli, è nel Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile di Napoli dove ricopre la carica di Vicepresidente, fresco di nomina nel Comitato Scientifico della Reggia di Caserta.
L’Adisurc “governa su scala regionale i servizi agli studenti, le borse di studio, le mense, gli alloggi e gli studentati. Un lavoro importante in stretta connessione con il Comitato di Coordinamento delle Università Campane che a sua volta ha designato due accademici eminenti ed ha espresso gradimento sul mio nome”, scrive Di Marzio sui social. Sottolinea: “Gli studenti, la qualità dei servizi loro offerti saranno il cuore del nostro impegno. Già da alcuni anni la Campania, unica Regione in Italia per intuizione di De Luca, finanzia il trasporto gratuito degli studenti universitari e sono certo che anche gli altri fondamentali servizi potranno essere ulteriormente valorizzati col contributo di tutti”... “Quello che so di certo è che, soprattutto per chi non è nato figlio delle elites, studiare è una leva di emancipazione culturale e sociale. Per questo nella mia vita ho sempre tenuto a mente l’art. 34 della Costituzione, uno dei più preziosi: ‘I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’. Confido di ricordarlo anche nell’alto impegno cui oggi sono chiamato”.
 
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